mercoledì 1 maggio 2013

Un validissimo supporto.

Da oggi il mio blog, oltre al supporto dei miei numerosi visitatori, si avvarrà della collaborazione preziosissima di Barbara Dattola, che curerà gran parte dei post che vi proporrò nel panorama della cucina mediterranea. Di origine Calabrese darà sicuramente un tocco in più nell'espressione culinaria meridionale
Abbiamo voluto inaugurare questa preziosissima collaborazione con un primo piatto semplice da realizzare ma nello stesso tempo di grande rispetto, ricca di ingredienti del territorio e di intenso gusto mediterraneo.
Spaghetti al pesto Kurò
Ingredienti per 4 persone:
Un mazzo di basilico a foglia media
due spicchi di aglio 
1/2 bicchiere di vino bianco
80 g di pistacchi al naturale
100 g di filetto di sgombro fresco
250 g di gambero rosso sgusciato
340 g di spaghetti trafilati in bronzo
una grattatina di zenzero
peperoncino fresco qb.
Olio extravergine di oliva 
sale


Procedimento:
  • scottate in un padellino con un po di olio lo sgombro fino a farlo dorare,quindi schiacciatelo con una forchetta e mettetelo da parte.
  • nella stessa padella fate imbiondire uno spicchio di aglio in un po di olio, aggiungete i gamberi e insaporiteli.
  • sfumate con il vino, e quando quest'ultimo sarà evaporato spegnete il fuoco e mettete da parte il condimento.
  • in un mix preparate il pesto con il basilico, l'aglio, il peperoncino, il sale,i pistacchi  l'olio e lo zenzero.
  • Lessate in abbondante acqua salata gli spaghetti e scolateli al dente.
  • In un ampio piatto ponete gli spaghetti e maneggiate con il pesto, i gamberetti , lo sgombro e servitelo.



Per accompagnare questo straordinario primo, vi consigliamo un bianco di grande rispetto.
Giada delle cantine Pollara del principe di Corleone.





mercoledì 1 febbraio 2012

Agnolotti ai fungi porcini e speck con ragù di agnello.

In questo post vi propongo una preparazione prettamente invernale, con ingredienti molto forti nel gusto, ma nello stesso tempo si tratta di un piatto sano e genuino.
Non tutti apprezzano il gusto dell'agnello, poichè ha un retrogusto lattoso e leggermente meno raffinato rispetto a quelle che possono essere le altri carni in genere.
Sta di fatto che in alternativa all'agnello si può proporre un ragù di vitello, di coniglio, addirittura di pollo etc. 
In questo caso desidero proporvi il piatto così come l'ho realizzato, di medio- alta difficoltà ... ma se realizzato con attenzione e senza fretta, di sicuro si otterranno validi risultati.

Ingredienti per 4 persone

per la pasta sfoglia:

300 g farina rimacinata
100 g farina tipo 00
4 uova
un pizzico di sale

per il  ripieno:

50 g funghi porcini secchi
80 g speck
due fette di pancarrè
un uovo
tre cucchiai di parmigiano
una cipolla piccola
1/2 bicchiere di vino bianco secco
sale pepe olio extravergine di oliva.

Per il ragù:

500 g. di ragù di agnello 
una cipolla bianca
500 g. di polpa di pomodoro
1 carota
una costa di sedano
un pizzico di noce moscata
sale
pepe
olio extravergine di oliva
1/2 bicchiere di vino bianco secco.


















Procedimento del ripieno:

 1- in una ciotola di acqua tiepida introducete  i funghi per 30 ' circa per poi tagliarli finemente conservando anche il liquido prodotto
 2- in una padella fate soffriggete la cipolla fino a farla imbiondire, quindi unite i funghi e lo speck tagliato anch'esso finemente, fate sfumare il tutto 
     con il vino bianco,aggiungete un po di sale e pepe e fate cuocere per 10 m. 
 3- in un robot introducete il condimento raffreddato, il pancarrè, il parmigiano, l'uovo, e tritatelo fino a raggiungere un composto cremoso e fitto.
     e mettete il composto in frigorifero.

Procedimento pasta sfoglia:

 1- create una fontana con la miscela di farina setacciandola e aggiungendo un po si sale.
 2- mettete al centro le uova, e impastate il tutto aiutandovi di tanto in tanto con un pò di farina rimacinata affinchè il composto non si incolli tra le dita.
 3- ottenete un composto omogeneo ed elastico, avvolgete con la pellicola e mettete in frigo per mezz'ora.
 4- tagliate un po di impasto e create la sfoglia con la macchinetta a rullo regolando quest'ultima  prima sul n.1, poi sul 3 e infine sul 9 per ottenere una sfoglia 
     sottilissima. e così via via tutto il resto.
 5- aiutandovi con un coppa pasta o con un bicchiere di diametro di 5-6 cm circa, create dei cerchi con la sfoglia ottenuta.
 6- con un sacchetto a poche mettete una pallina di ripieno al centro dei cerchi e chiudeteli  a mezza luna aiutandovi con le dita.
 7- infine spolverizzate con un po di farina RIMACINATA e fate riposare a temperatura ambiente, giusto il tempo di preparare il ragù .

Procedimento del ragù:

 1- in un altra padella soffriggete una cipolla, la carota e il sedano nell'olio facendo imbiondire il tutto.
 2- aggiungete la polpa di carne facendola insaporire con sale e pepe e un pizzico di noce moscata.
 3- sfumate il tutto con il vino bianco fino a farlo evaporare, e quindi aggiungete il liquido che avete usato precedentemente per ammorbidire i fungi
     e la polpa di pomodoro
 4- fate cuocere per 20 minuti circa

Procedimento finale:

 1- in abbondante acqua salata cuocete gli agnolotti per 5 ' circa, scolateli, impiattateli  versare il ragù e spolverizzate con il prezzemolo.

martedì 6 dicembre 2011

Degustivina 2011

Un successo davvero senza precedenti! La 12^ edizione di Degustivina riesce a far lievitare anno dopo anno il numero dei suoi visitatori.
Se consideriamo che nella scorsa edizione ci sono stati la bellezza di cinquemila estimatori, quest’anno ha sfiorato i seimila a fronte delle cinquantadue prestigiose etichette che hanno sfoggiato i propri prodotti, apprezzatissimi   soprattutto dagli amatori del settore , enogastronomi, commercianti, e perché no? Anche da amanti della buona cucina , in questo caso proposta da Marcello Valentino chef executive del “Wine Cooking Show”, il quale il 2 e 3 Dicembre  ha presentato due menù di grande rispetto, che egli stesso definisce cucina “bella, buona e leggera, senza trascurare quella che è l’antica tradizione della cultura siciliana". Essa è stata rappresentata in maniera singolare e cioè  con piatti preparati  dal vivo affiancati da una selezione di prestigiosi  vini di fronte ad ospiti dal palato fine.



La manifestazione si è conclusa il 4 Dicembre con il “Festival dei cibi di strada”, patrocinata dalla famiglia Conticello dell’Antica Focacceria San Francesco. Un percorso dedicato a quelli che sono i prodotti venduti in giro per la città con i profumi intensi che fanno da cornice ad una Palermo ricca di queste realtà, patrimonio intramontabile e irrinunciabile.

lunedì 24 ottobre 2011

Mothia e i suoi vini

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Le cantine Mothia si trovano ad “ un passo “ dall’isola che ha vissuto il passato glorioso dei Fenici, ed è a questo popolo, al loro spirito d’avventura e alle loro capacità imprenditoriali che si ispirano oggi le cantine di proprietà della famiglia Bonomo. I vini prodotti appartengono a diverse fasce di prezzo, dalla Vela Latina, un Grillo / Chardonnay di notevole pregio, al Mosaikon un Nero d’Avola in purezza dal vantaggioso rapporto qualità – prezzo. Ma è Stella Fenicia il principe dei vini delle Cantine Mothia, un Grillo Stravecchio che non sente gli oltre quarant’anni “ sulle spalle “ e considerato oggi dalla critica giornalistica l’autentico leader della categoria. La visita alle Cantine Mothia riporta per un attimo “ l’orologio “ all’epoca dei Fenici quando il luogo della bussola, inventata qualche millennio dopo, veniva usata l’Orsa Maggiore. Oggi è il fiuto per lo Stella Fenicia che porta l’intenditore di vini al nostro stand per assaggiare un vino unico nella sua autenticità.

lunedì 10 ottobre 2011

Arancini, che passione!




Gli arancini rappresentano un emblema della gastronomia palermitana.
L'origine degli arancini di riso risale alla dominazione saracena in Sicilia. Per la dieta degli arabi, il riso era un alimento basilare. Durante i banchetti, al centro della tavola, veniva collocato un ampio vassoio carico di riso aromatizzato con zafferano e arricchito da verdure, carne e altri aromi. Era questa l'originale composizione degli arancini, in mancanza dei pomodori che dovevano ancora essere importati dalle Americhe. La panatura fu un'invenzione geniale, utile a rendere “trasportabile” il pasticcio di riso. Muniti di una croccante corazza dorata, ottenuta mediante la frittura, gli arancini divennero cibo da viaggio, in grado di resistere abbastanza bene al tempo senza deteriorarsi.
Quale vino abbinare a questo succulento piatto? Considerando che a far da padrona in questa pietanza é la tendenza grasso-untuosa apportata dalla frittura che ne caratterizza la cottura, per compensare l'untuosità in bocca occorre un vino molto fresco in acidità, meglio se ci sono anche le bollicine così da pulire più velocemente le papille gustative, consentendo un maggiore apprezzamento del boccone che segue ogni sorso di vino. Ma occorre anche un pò di corpo per accompagnare il sapore del ragù insieme al formaggio , per questo consiglio di abbinare un buon Rosato frizzantepossibilmente prodotto con uve nerello mascalese e nerello cappuccio. Un vino generalmente leggero di media struttura con profumi di frutta rossa matura che spaziano dalla ciliegia alla fragola, con ricordi floreali di rosa, di una piacevole sapidità in bocca.

lunedì 11 luglio 2011

Il gusto intenso dell'isola...

Quando ho elaborato questa preparazione, mi sono voluto  ispirare ad un isola fantastica situata tra le coste della Sicilia e quelle del nord dell'Africa.
Straordinaria, suggestiva, preziosa ed unica : Pantelleria.
Spaghetti alla Pantesca.
In questa preparazione ho voluto unire ingredienti forti e delicati allo stesso tempo;  profonda analogia con questa isola imponente e sontuosa, la quale rispecchia quelle che sono le caratteristiche stesse dei prodotti che essa offre.

Ingredienti per 5 persone:

400g spaghetti trafilati in bronzo
200g Coda di rospo ( se non disponibile sostituite con filetto di pesce da brodo)
200g Gamberetti bianchi
200g vongole veraci
200 ml  fumetto di pesce
250g pomodorino ciliegino
2 acciughe salate
5 capperi di pantelleria
1/4 di peperone verde
300 ml vino bianco secco
pepe nero qb
olio extra vergine di oliva
3 spicchi d'aglio
2 cipollotti.
Preparazione:

Tagliate  il peperone a julienne molto finemente e scottatelo in un padellino con olio e sale,  fatelo appassire e mettetelo da parte.
In un altra padella soffriggete l'aglio schiacciato in camicia nell'olio a fuoco moderato in modo da aromatizzare quest'ultimo.
Togliete l'aglio e aggiungete i cipollotti tagliati finemente, le acciughe e i capperi.
appena le acciughe si scioglieranno aggiungete i pomodorini tagliati a metà facendoli appassire.
aggiungete quindi la rana pescatrice tagliata a tocchetti e le vongole affichè queste si schiudano.
Successivamente aggiungete i gamberetti e sfumate il tutto con il vino a fiamma vivace.
Infine aggiungete il fumetto di pesce, moderate la fiamma e fate cuocere per 5 minuti ancora.
Scolate gli spaghetti aldente e maneggiateli con il condimento, impiatteteli e serviteli con i filetti di peperoni e una spolverizzata di prezzemolo.
Accompagnate questo splendido piatto con un vino bianco secco di ottima qualità.


giovedì 10 marzo 2011

Il Bianco di nera... preziosissima novità

Carissimi amici,
desidero presentarvi una splendida novità direttamente dalle cantine Milazzo di Campobello di Licata (AG), nello splendido scenario composto da 70 ettari di estenzione proprio dove è situata questa pregiatissima azienda .
Il" Bianco di nera".
Carta di identita :


NOME VINO: BIANCO DI NERA bianco I.G.T. SICILIA
VITIGNI UTILIZZATI: Nero cappuccio e Inzolia
TECNICA DI VINIFICAZIONE: I grappoli di Inzolia sottoposti a diraspatura e quelli di Nero Cappuccio interi sono avviati alla pressatura molto soffice, che avviene in una pressa pneumatica orizzontale. Il mosto fermenta in vasi vinari di acciaio inox termocondizionati.
AFFINAMENTO: L'imbottigliamento è eseguito entro la primavera successiva e posto in cantina a temperatura controllata per almeno due mesi prima della distribuzione.
COLORE: Paglierino con riflessi ramati
PROFUMO: Delicato e leggermente fruttato
SAPORE: Secco, armonico e mosso
TENORE ALCOLICO: 12% Vol.
ABBINAMENTO AI CIBI: Antipasti, primi piatti leggeri, pesce e carni bianche
TEMPERATURA DI SERVIZIO: si consiglia di servire a 8-10° C. circa.
DURATA: Massimo due anni in ambianti idonei con temperatura massima di 12° C.


giovedì 7 ottobre 2010

Il famoso cannolo Siciliano

Chi non ha mai sentito parlare del cannolo siciliano? Fin dal XVII secolo è sempre stato la passione di chi ama i dolci, e in particolar modo la tradizione dolciaria della nostra isola.
All'origine il cannolo veniva preparato in occasione del carnevale insieme ad altri dolcetti, ma esso era sempre al centro dell'attenzione, considerando che è ricco di squisiti ingredienti, non ci si rinunciava facilmente. Al contrario adesso lo si gusta in tante altre occasioni, come fanalino di coda di un pranzo o una cena, al bar, tra parenti e amici, in una festa fa sicuramente da cornice.
Insomma , ogni momento è buono per gustare un ricco cannolo.


Quasi quasi definirei questa prelibatezza , un "dolce da meditazione", strutturato da una cialda composta da farina di grano tenero,zucchero ,vino, strutto e un pizzico di cacao), successivamente fritta e riempita da una soffice crema di ricotta di pecora setacciata, zucchero, scaglie di cioccolata fondente, e in alcuni casi un pizzico di cannella. Infine i cannoli vengono arricchiti con una scorza di arancia o zuccata e granella di pistacchi.

Qualora vi dovreste trovare in Sicilia, vi consiglierei di gustare un buon cannolo! Dove? Tante sono le località dove poterli assaggiare: Piana degli Albanesi (PA) definita l'impero dei cannoli, Castelbuono (PA), Roccapalumba (PA),Palermo e tante altre località.
Per accompagnare questo freschissimo dolce, vi consiglierei un moscato di Pantelleria o un vino Passito di Mothia.
Allora cari amici, buona degustazione!

venerdì 25 giugno 2010

Delizie d' aMARE

Carissimi amici,
in questo post desidererei proporvi un connubio di degustazione enogastronomica molto interessante, che riuscirà sicuramente a sedurre il vostro palato. Un piatto prettamente mediterraneo che spesso preparo quando ricevo ospiti dai gusti molto esigenti e raffinati. Si tratta del
"Gamberone rosso mediterraneo in citronette di agrumi"


Ingredienti per 4 persone:
12 gamberoni rossi del Mediterraneo
5 limoni succosi
1 arancia
pepe rosa a grani in salamoia
prezzemolo
due spicchi d’aglio
scorza di arancia e di limone
sale q.b.
olio extravergine di oliva .

PROCEDIMENTO:


Sgusciate solo il gambo dei crostacei mantenendoli integri per poi adagiarli in una pirofila.
Nel frattempo preparate una citronette (emulsione) composta da: succo di limone, succo d’arancia, aglio, olio extravergine di oliva, pepe rosa e sale.Battete energicamente fino ad ottenere un composto omogeneo.
Ricoprire successivamente i gamberoni con l’emulsione facendo marinare questi ultimi per almeno un’ ora.
Quando servirete il piatto aggiungete una manciata di prezzemolo tagliato finemente, la scorza di limone e arancia grattugiata e un filo d’olio.
A questo prelibato piatto abbinerei un vino bianco secco dalle note fruttate come il Corvo Glicine del 2007 in quanto si distingue per la sua freschezza e la sua briosità, si rivela ottimo come aperitivo e si sposa bene con antipasti, primi piatti, fritti di pesce e crostacei, lasciando un piacevolissimo retrogusto.

Spaghetti alla chitarra del marinaio.



Carissimi amici , continuo ad essere la vostra costante tentazione. Un piatto inimitabile con i principali doni che il mare possa regalarci, con una variante particolare; appena serviti gli spaghetti ci si aggiunge una grattatina di scorza di limone. Buon appetito. Abbinamento: Bianco "Glicine " del duca di Salaparuta del 2008

Armonia e gusto .

Carissimi amici, avete mai sentito parlare del suino nero dei Nebrodi? Ebbene si, è una razza autoctona dalle carni pregiate tipico della zona, resistente alle malattie e alle avversità climatiche.

Ma lo scopo principale che mi ha spinto a realizzare questo post è principalmente quello di sottoporre al vostro palato il guanciale di questo pregiatissimo animale.

Esso presenta caratteristiche particolari sia nel gusto che nella struttura, considerando che è attraversata da venature magre (muscolo) e da una massa di grasso pregiato ,Il guanciale di suino nero assume una consistenza più dura rispetto alla pancetta,e nel contempo aromi e spezie ne arricchiscono il gusto.

Bene… adesso a tal proposito, mi sembra giusto e doveroso ,proporvi una preparazione molto semplice nella sua struttura, ma particolarmente ricco e gustoso nello stesso tempo, ovvero un primo piatto prettamente invernale, il tutto armonizzato (lasciatemi usare questo aggettivo) con un “Harmonium” delle cantine Firriato.

“Cellentane con guanciale di suino nero dei Nebrodi, funghi champignon e cipolline caramellate con aceto balsamico e zucchero di canna”

Credetemi un primo piatto da provare assolutamente, principalmente perché il connubio tra il gusto del guanciale ,i funghi e le cipolline caramellate è qualcosa di eccezionale.

E’ chiaro che se non avrete la possibilità di trovare il guanciale di cui vi ho parlato, in alternativa potrete usarne uno comune chiaramente di ottima qualità.

Per quanto riguarda la tipologia di pasta, se non vi piacciono le cellentane, potreste usare mezze maniche, penne, casarecce, sedanini … insomma a vostro piacimento, purchè si tratti di pasta corta.

Vogliamo adesso completare il pasto in maniera impeccabile? Un vino appropriato dalle caratteristiche inequivocabilmente ottimali? Ho qui qualcosa che fa per voi:

Una vinificazione scaturita dall’amore verso la Sicilia , con un vitigno che è diventato il simbolo per eccellenza, un frutto baciato dal sole irresistibile al centro del Mediterraneo … Il clima e l’armonia giusta per accompagnare questa degustazione.

“Harmonium” nero D’Avola del 2008 cantine Firriato nella zona di Trapani.

Saprà conquistarvi con la sua potenza , il suo calore e quel sentore di frutta di prugna e amarena.

Per gli ingredienti e il procedimento della preparazione contattarmi all’’e-mail “peppevalentino@hotmail.it.


Il manuale dei formaggi siciliani



In questo post ho pensato di parlarvi dei principali formaggi Siciliani D.O.P. in un itinerario breve ma ricco di storia legato alla tradizione, all'ambiente ed al clima, non tralasciando quelli che potrebbero essere gli abbinamenti dei vini altrettanto locali che sicuramente stimoleranno la vostra curiosità.
Desidererei iniziare con il
"Ragusano D.O.P."
a pasta filata a forma parallelepipeda.
Abbinamento : Minima stagionatura un Merlot, media stagionatura, un Sirah, e lunga stagionatura , un Nero D'Avola.
"Cascavaddu Ibleo"
realizzato con antica e storica pasta filata. Abbinamento : Cerasuolo di Vittoria.

"Provola dei Nebrodi"
Storica provola di Sicilia stagionata per mesi. Abbinamento: Nerello mascalese.

"Palermitano" :
Tra le paste filate il più curato nell'estrazione del siero dalla cagliata, matura sulla "Cannata" e viene pressato sotto il peso del casaro. Abbinamento: Nero D'Avola o cerasuolo di vittoria.

"Vastedda del Belice"
L'unica "pasta filata" fresca di latte ovino. Abbinamento : Insolia, cataratto, grecanico.

"Caprino di Girgentana"
L'unica pasta filata di latte caprino che ricorda le corna della capra Girgentana (zona di Agrigento). Abbinamento: Insolia , Grecanico, cataratto.

"Pecorino Siciliano D.O.P."
Dal mito alla storia. Il pecorino Siciliano:l'origine dei formaggi d'Europa. Abbinamento: Zibbibbo, Passito di Pantelleria.

"Piacentiou Ennese D.O.P."
Unico per l'aggiunta di zafferano nel latte ovino che lo rende altamente solustico. Abbinamento: Nero D'Avola o Cerasuolo di Vittoria.

"Maiorchino"
Il formaggio più maturo dell'Isola che raggiunge i più lunghi periodi di stagionatura. Abbinamento: Etna rosso.

"Fiore Sicano"
La sola pasta molle di Sicilia a crosta fiorita. Abbinamento: Grecanico o Nerello Mascalese.

"Tuma Persa"
Doppia fermentazione per una pasta pressata dal sapore amabile. Abbinamento:Nero D'Avola, Merlot, Sirah, Malvasia Lipari, Passito di Pantelleria.
"Tumazzo Modicano"
Storica alternativa alle paste filate della cantina di Modica. Abbinamento:Etna rosato per il tipo fresco e semistagionato. Merlot e Sirah per lo stagionato.

"Ricotta fresca"
La Madre della pasticceria Siciliana. E' un prodotto cremoso, morbido, dolce ottenuto dal siero del latte. Abbinamento: Insolia.
"Ricotta Salata"
Il sale per conservare la cremosità della ricotta. Abbinamento: Nero D'Avola

"Ricotta infornata"
La messa in forno durante la preparazione del pane. Abbinamento: Grillo e Grecanico.

Un duetto d'eccezzione

Si proprio così! Come nel mondo dello spettacolo quando due artisti si esibiscono in una performance musicale, dando vita ad una melodia irresistibile, così nello stesso modo voglio presentarvi due primi che insieme possono armonizzare il vostro banchetto accompagnato da un “orchestra” di vini che, se pur nella loro diversità, riusciranno ad incantare un esigente pubblico di commensali.


Pasta con sarde alla ragusana.
Dal gusto intenso e ricco e dal profumo irresistibile tipico del mediterraneo. Realizzato con sarde fresche, concentrato di pomodoro, granella di mandorle tostate, uva sultanina di Pantelleria, pangrattato tostato e peperoncino.

Credetemi un piatto unico nel suo genere per chi ama i gusti forti e decisi ove è racchiuso tutto il profumo della nostra terra.
In questa ricetta abbinerei un vino rosso giovane dal gusto equilibrato e moderatamente ricco come il syrah della cantina “Sellier de la tour” del 2007.
Spaghetti risottati con fumetto di pesce, gambero mediterraneo, pesto di basilico e bottarga di tonno.
Un incrocio di sapori più o meno delicati in un contesto di profumi straordinariamente irresistibili.
In questo piatto invece abbinerei un bianco dal gusto deciso e morbido come la Ansonica Chiaramonte, un vitigno originale e particolare nello stesso tempo.
L’ annata preferibilmente del 2008 della cantina Firriato.
Detto questo non posso fare altro che augurarvi buon appetito, e se volete entrare nello specifico, potetrete richiedermi le ricette e gli ingredienti con tutti i dettagli attraverso il mio indirizzo di posta elettronica:markovale44@live.it

Casereccie del Mediterraneo



Carissimi amici,
In questo post desidero presentarvi un primo piatto prettamente mediterraneo che, se pur nella sua semplicità, riuscirà a riscontrare i vostri gusti.
Un'ispirazione culinaria che, accompagnata con il vino che andrò a proporvi, sarà un sicuro successo soprattutto se decidete di condividere il tutto con i vostri amici.



Procuratevi intanto i seguenti ingredienti:
350 g di caserecce di grano duro
250 g di broccoli
80 g di pomodori essiccati tagliati finemente
40 g di olive nere denocciolate
4 filetti di acciughe sott'olio
2 cipollotti
pecorino stagionato
olio extravergine di oliva
prezzemolo
sale
peperoncino.

Adesso passiamo al procedimento:
Lessate i broccoli in acqua salata, appena raggiunta la cottura ideale scolateli ben bene e mettete da parte un po' del brodo di cottura.
In una ampia casseruola soffriggete nell'olio i cipollotti tagliati finemente e le acciughe.
Incorporate quindi i broccoli, i pomodori essiccati, le olive tagliate a rondelle, ed infine il peperoncino. Durante la cottura amalgamare aggiungendo un po' alla volta il brodo di cottura dei broccoli che avevate messo da parte e correggete con un po' di sale se necessario.
In abbondante acqua salata cuocete le casereccie, scolatele e saltatele nella casseruola del condimento spolverizzando con il pecorino e il prezzemolo.



Adesso per dare un tocco finale a questo gustosissimo piatto vi proporrò un vino di grande effetto:

Nero d'Avola del 2007 “Branciforti” della cantina Feudi Bordonaro.
Gusto morbido e avvolgente, colore rubino , tradizione e storia di grande rispetto... Insomma il vino giusto per l'occasione.
Buon appetito.

Unico nel suo genere


Carissimi amici,
In questo post parleremo di un prodotto tipico dell’entroterra siciliano,per essere più precisi, Castronovo di Sicilia.
Si tratta della Tuma persa, un formaggio particolarmente buono per i palati fini ed esigenti.
Sinceramente non conoscevo questo straordinario prodotto, fino a quando il carissimo amico Bartolomeo Prezzemolo (nella foto in basso), un autorità in fatto di prodotti caseari e gastronomici in genere, me lo ha proposto nel suo centenario negozio di salumi e formaggi di Palermo.




Una delle particolarità della tuma persa è la doppia fermentazione e i sei mesi di stagionatura.
Generalmente va mangiato come fine pasto con pane casareccio, oppure come secondo piatto e un contorno di ortaggi.
Posso garantirvi che chi ama i formaggi in genere, deve assolutamente provare questa specialità non comune.
Adesso, con l’aiuto della scheda informativa, riusciremo ad apprezzarne ancor più le sue caratteristiche principali.

Carta di identità:
Denominazione del formaggio: Tuma persa

Tipologia di produzione: Tradizionale
Tipologia del formaggio: A pasta pressata tenera, cruda o semicotta
Tipologia del latte utilizzato: Latte intero, crudo o termizzato
Tipologia di caglio: In pasta di capretto prodotto nella stessa azienda
Specie animale: Vacca Forma: Cilindrica a facce piane
Spessore dello scalzo: Variabile da 10 a 14 cm.
Peso medio per forma: variabile da 7 a 9 Kg. %di grasso sulla sostanza secca: 45-55%
Area di produzione: Monti Sicani, nell'entroterra siciliano
La crosta è di colore giallo-ocra. Diventa scura in seguito alla curatina, cioè la cappatura eseguita con olio d'oliva e pepe macinato. La pasta è tenera, compatta tendente a sgranarsi, con scarsa occhiatura, di colore bianco verso il giallo- paglierino. Il sapore è tra il dolce e il piccante ma mai salato, con un retrogusto lungo ed aromatico che ricorda vagamente i formaggi erborinati, che in teoria non dovrebbero far parte della tradizione siciliana. Ha un equilibrio eccellente ed una consistenza notevole.


Infine per completare il tutto, desidero sottoporre alla vostra attenzione un adeguato abbinamento enologico che si sposa benissimo con la tuma persa,ovvero il nero d’Avola Harmonium delle cantine Firriato del 2006.
Un vino dal Colore rosso rubino cupo e fitto, sentori di frutta rossa, con in evidenza prugna e amarena. In bocca è potente,caldo, solare, dai tannini vigorosi e carezzevoli.

Per le vie di Palermo


Chi viene a visitare Palermo non può rinunciare a fare una capatina ai mercati della “Vucciria”, “Capo” e Ballarò”; infatti, sono questi i punti di riferimento dei cittadini palermitani per fare la scorta delle necessità alimentari e non solo… è anche occasione per consumare uno spuntino veloce, magari con un panino con le tipiche panelle ( frittelle a base di farina di ceci), con i cazzilli (crocchette di patate e prezzemolo) , assaggiare il mitico sfincione (pizza tipica palermitana a base di pangrattato, cipolla e cacio cavallo), u’ pani ca’ meusa (focaccia farcita di milza di vitello), i babbaluci (lumache), e tante altre specialità del posto.

Qui si può trovare di tutto: ortaggi freschi, frutta di stagione, carni , pesce locale “abbanniato”(gridato)dai venditori ambulanti, spezie , aromi e fragranze di tutte le specie, il tutto accompagnato dagli inconfondibili profumi dei dolciumi a base di mandorle tostate e dal caffè torrefatto a legna secondo la tradizione antica.
Lungo il corso principale del mercato del “Capo” fanno da cornice le antichissime chiese in stile barocco con i portoni spalancati fin dal mattino, ove, le preghiere dei fedeli e le sante messe, vengono riprodotte da un altoparlante posto all’esterno, che si confondono con i mormorii del mercato e le grida degli “arriffatori” (uomini che organizzano sorteggi mettendo in palio ceste piene di alimenti ed altro).
I maggiori mercati tradizionali di cui abbiamo parlato, sono ubicati nei punti più strategici del centro di Palermo, dove raggiungerli è molto semplice: “il Capo” si trova tra il teatro Massimo e il Tribunale,“La Vucciria” invece, tra via Roma e corso Vittorio Emanuele, infine Ballarò tra corso Tukory e le chiese di Casa Professa e San Giovanni degli Eremiti.
Credetemi, visitarli sarà una splendida avventura folcloristica, ricca di colori, profumi e sapori che non potranno mai cancellarsi dalla lista dai vostri piacevoli ricordi.